Chieti, un candidato fa campagna elettorale su Pornhub, Tinder e Hinge e abbandona i canali più tradizionali della propaganda politica

Chieti, un candidato fa campagna elettorale su Pornhub, Tinder e Hinge e abbandona i canali più tradizionali della propaganda politica

Paride Paci, trent’anni, consigliere comunale uscente di Chieti e candidato a rinnovare il proprio posto a Palazzo d’Achille, ha deciso di scombinare la campagna elettorale: via manifesti e affissioni nelle strade della città, basta con volantini che ricoprono auto e fanno strabordare le caselle postali. La sua campagna elettorale se la vuole giocare nel digital: inserzioni su Instagram e TikTok? Non proprio: il candidato in orbita Pd ha scelto degli spazi pubblicitari che, ultimamente, hanno una visibilità più ampia. Ha deciso, infatti, di sbarcare su PornhubTinder e Hinge per promuovere la propria candidatura.

La scelta ha immediatamente infiammato il dibattito. Paci ha rivendicato la sua scelta spiegando, in una lunga intervista al quotidiano locale Il Centro, di voler abbandonare i canali più tradizionali della propaganda politica e intercettare gli elettori nei luoghi digitali che oggi concentrano attenzione, traffico e visibilità.

Nel filmato che precede i video a luci rosse su Pornhub, Paci adotta apertamente il linguaggio dell’allusione, ovviamente, giocando con il doppio senso per catturare l’attenzione dell’utente prima dell’avvio del contenuto. La strategia comunicativa adottata è chiara, anche se le urne decreteranno se sarà vincente o meno. Sulle app di incontri, invece, la promozione passa attraverso immagini e call to action pensate per mimare l’estetica tipica di quelle piattaforme, con inviti diretti a cliccare e concedere pochi secondi di attenzione. Insomma, come se l’elettore dovesse trovarsi a decidere se matchare o meno con il candidato.

Paci ha dichiarato che l’operazione avrebbe avuto un costo relativamente contenuto, compreso tra i 300 e i 350 euro per un mese di campagna, tanto manca alle elezioni di fine maggio. Quello a cui tiene, però, è la volontà di rompere gli schemi della comunicazione politica classica, per andare a cercare nuovi potenziali elettori laddove ci si aspetterebbe di vedere tutto, meno che un comizio elettorale. Ovviamente, le critiche non sono mancate. Il candidato del centrosinistra, però, le aveva messo in conto: per questo ai detrattori di oggi e a quelli che non hanno ancora visto le sue inserzioni, sa già come replicare. Sì perché, a suo dire, non c’è alcuna lesione del ruolo istituzionale in una campagna elettorale alternativa come la sua: l’istituzione, sostiene, si onora con il lavoro politico, non con il formalismo dei canali scelti per farsi conoscere.

Se in Italia questo tipo di comunicazione politica rappresenta di fatto una prima volta, non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’estero. Nel 2019, in DanimarcaJoachim B. Olsen era sbarcato proprio su Pornhub per far comparire i suoi messaggi politici agli utenti della piattaforma. Anche in quel caso il tono era ironico e volutamente provocatorio: l’obiettivo era attirare l’attenzione in uno spazio inconsueto, forzando i confini della comunicazione politica tradizionale. Il caso aveva fatto discutere, ma aveva anche aperto una domanda rimasta attuale: fin dove può spingersi un candidato nel tentativo di rendersi visibile? Agli elettori l’ardua sentenza.