Risiko bancario e banche del territorio: sondaggio DOXA sul caso della Banca di Asti

Il panorama bancario e finanziario contemporaneo sta venendo profondamente trasformato da processi di concentrazione e “standardizzazione” del servizio, e secondo i dati Bankitalia l’Italia è tra i Paesi europei con la maggiore “desertificazione” bancaria: forse anche per questo i correntisti spesso si lamentano di essere “solo un numero”, e di non essere tenuti in considerazione dalle grandi banche.
Gli istituti di piccole e medie dimensioni che hanno scelto di mantenere un forte radicamento territoriale, rappresentano invece un modello distintivo: a fronte dell’omologazione dei servizi e dell’approccio anonimo e spersonalizzato percepito da molti clienti dei grandi gruppi finanziari, si fa strada con sempre maggiore chiarezza un bisogno di prossimità, di relazioni personali e di riconoscibilità nel rapporto tra banca e cliente.
In questo scenario, in Piemonte si sta consumando un vero e proprio scontro, che ha appassionato i lettori dei quotidiani: la Banca di Asti, storico istituto locale molto solido e ben patrimonializzato, presente con più di 200 filiali in 5 regioni del nord Italia, e in costante espansione da decenni, fa gola a molti.
Il suo azionista di riferimento, una Fondazione, ha deciso di “fare cassa”, annunciando ai giornali di voler vendere la propria quota azionaria, così da aumentare la propria dotazione di cassa e inoltre – secondo quanto dichiarato dai vertici dell’ente azionista – per migliorare e ottimizzare i processi di funzionamento dell’Istituto.
Decisione legittima, sicuramente, ma anche opportuna?
Dopo il successo delle nostre recenti video-inchieste, tra le quali quella sul crollo dell’unicorno BioOn e quella sull’attività della Magistratura milanese contro le iniziative di rigenerazione urbana, la nostra redazione online – che da 17 anni si occupa di giornalismo legato dalla reputazione dei brand e dei territori – ha deciso di occuparsi di questo “giallo finanziario”, commissionando anche una ricerca indipendente a DOXA/IPSOS, il colosso nazionale dei sondaggi, che ha dato risultati inequivoci, come evidenziato da questo grafico, che dimostra come il 71,3% degli abitanti di Asti e Provincia sia contrario alla cessione fuori Piemonte della Banca di Asti:

L’elenco completo delle domande e i grafici delle riposte del sondaggio DOXA/IPSOS su 1.000 abitanti di Asti e Provincia, commissionato da Creatoridifuturo.it, gennaio 2026
In questo video, il lavoro del nostro collaboratore, il giornalista professionista Massimiliano Rigano: “Banca di Asti: stay at home”, un’inchiesta con le dichiarazioni più impattanti dalla voce delle autorità del territorio (Vescovo, Confindustria, Sindacati, etc) e il punto sui risultati DOXA/IPSOS con l’opinione dei cittadini di Asti e provincia sull’eventuale cessione della Banca di Asti