Michelle Comi, nuova bufera sulla strategia di comunicazione e reputazione online

Michelle Comi oltre la pornografia emotiva l’analisi dell’esperto tra strategie di visibilità e rischio normalizzazione

La comunicazione di Michelle Comi, influencer e creator su OnlyFans, è di nuovo sotto accusa dopo il servizio de Le Iene andato in onda in televisione negli ultimi giorni. Il programma ha messo in dubbio la veridicità di alcune recenti narrazioni: dall’adozione a distanza di un bambino in Senegal alla presunta auto vandalizzata. Secondo il professor Luca Poma, tra i principali esperti italiani di crisi reputazionale, il problema non riguarda solo il singolo caso, ma un modello di comunicazione basato su hype, provocazione e monetizzazione ad ogni costo. La vicenda esplode in un momento di forte scrutinio sul mondo degli influencer, già scosso dal Pandoro Gate, e rilancia il tema del rapporto tra engagement, etica, beneficenza e fiducia del pubblico.

Social, non è dipendenza. È ingegneria cognitiva.

Social, non è dipendenza. È ingegneria cognitiva.

Il verdetto di Los Angeles contro Meta e Google non chiude una causa. Apre una domanda che il mondo della comunicazione non può più fingere di non sentire e per la quale la risposta sta anche nell’internazionalizzazione della cultura della comunicazione e FERPI ne è protagonista.