image_pdfVersione PDFimage_printStampa

CSRnatives è l’unica rete in Italia di studenti universitari appassionati di sostenibilità. Ho intervistato Vincenzo Beccari, uno dei promotori della rete, chein questi mesi propone un fitto calendario di incontri


Cosa è e come è nato CSRnatives?  
CSRnatives è l’unico network in Italia di studenti universitari che nutrono la passione per la sostenibilità e l’innovazione sociale. Il network è nato nel 2014 da un’idea di Andrea Di Turi e Rossella Sobrero per offrire a noi giovani studenti uno spazio di riflessione e confronto riguardo le tematiche legate alla responsabilità sociale d’impresa. Ma soprattutto per darci la possibilità di esprimerci in prima persona, mettendo in campo le nostre idee e realizzando progetti dove al centro vi siano la sostenibilità e l’impegno sociale.
Quali sono le “ambizioni” di questo network?
CSRnatives è una realtà giovane e partecipativa, come tutti i network l’obiettivo è quello di espandersi, farsi conoscere all’esterno, e crescere in termini di numeri. Anche in questo senso è iniziato un percorso che mira a far nascere quante più possibili realtà locali in modo da estendere la presenza a livello territoriale, come è avvenuto a Bologna con la nascita della prima “tribù CSRnatives”. Le ambizioni non si limitano ai numeri, la crescita vuole essere anche qualitativa. Dal punto di vista interno quindi si è alla continua ricerca di nuove modalità e azioni per approfondire e sensibilizzare il tema della CSR.
In quali attività concrete vi siete già cimentati, e con quali risultati?
Nonostante i pochi anni dalla nascita, le attività e i progetti realizzati sono già molti. Sono stati realizzati due e-book che hanno dato il via a una vera e propria collana targata CSRnatives. Il primo, Sostenibilità peer to peer fornisce concetti base, idee ed esperienze; il secondo, uscito nemmeno un mese fa tratta da vicino il tema del welfare aziendale. Ne L’azienda che vorrei forniamo il nostro punto di vista su come si dovrebbero comportare le imprese per essere considerate veramente responsabili. Non ci siamo limitati solo alla scrittura, CSRnatives ha partecipato a numerose iniziative ed eventi istituzionali come ad esempio il “Salone della CSR e dell’innovazione Sociale” ed ha realizzato lo scorso 21 giugno il suo primo grande evento sul futuro della sostenibilità. Anche l’attività online e la partecipazione nei social contraddistingue l’impegno di CSRnatives. In generale il lavoro è scandito da incontri mensili nei quali vengono discusse le idee e sviluppati i progetti. Il riscontro è sempre stato positivo e lo dimostra sia il un numero sempre crescente di partecipanti e iscritti sia quello delle imprese che sostengono il network.
Qual è il vostro rapporto con il mondo “adulto” dei Professionisti nel campo delle relazioni pubbliche, della comunicazione e della sostenibilità?
Il rapporto è senz’altro buono e fruttuoso. Una caratteristica centrale del lavoro del network è infatti quella di dare la possibilità agli studenti di approcciarsi al mondo professionale attraverso incontri con professionisti del settore in modo da apprendere e confrontarsi. E’ una buona palestra e un’ottima opportunità di crescita soprattutto per chi ambisce in futuro a lavorare in questi ambiti. Allo stesso tempo gli stessi professionisti hanno la possibilità di trarre spunti interessanti e utili proprio grazie alla collaborazione dei CSRnatives.
Che percezione avete “lato aziende”, su queste tematiche?
Com’è noto il network è sostenuto da alcune importanti aziende italiane (Etica SGR, Leroy Merlin, Unipol, Vodafone, Consorzio imballaggi Alluminio, Mediolanum Banca). Questa collaborazione permette ai membri del network di avere una visione completa su alcune delle realtà imprenditoriali più sensibili e attive nel campo della CSR. Chiaramente l’analisi e il confronto vogliono essere tutt’altro che autoreferenziali, il network ha una visione ad ampio spettro, non a caso il titolo dell’ultimo lavoro è “L’azienda che vorrei”. La percezione che si ha in generale, supportata anche dai dati è di una crescita di interesse e consapevolezza di queste tematiche da parte delle imprese.
Quali sono le *tue* personali motivazioni in questo impegno associativo?
L’idea di apprendere e confrontarmi con persone competenti (professionisti) e coetanei con cui condivido l’interesse nella sostenibilità, nell’impegno nel sociale e nell’innovazione sono i principali stimoli che mi hanno spinto ad aderire a CSRnatives. Una volta entrato nel network ti rendi conto di trovarti in luogo estremamente aperto che dà la possibilità di esprimersi e contribuire in modo rilevante alla realizzazione di tutti i progetti. Ambizione di creare qualcosa di nuovo attraverso la collaborazione con gli altri, crescita personale e professionale sono le principali motivazioni che animano il mio impegno come CSRnative.

image_pdfVersione PDFimage_printStampa