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Che la guerra in Ucraina non si sarebbe svolta solo a terra o nei cieli era chiaro fin dalle prime ore: un triplice attacco informatico era stato lanciato contro le istituzioni ucraine il 23 febbraio, poche ore prima dell’annuncio di Putin. E se le minacce ora riguardano anche il controllo dello Spazio, prosegue l’offensiva lungo le dorsali dei cavi che traportano Internet. Si chiama cyberwarfare. E mentre gruppi hacker di una fazione o dell’altra continuano la propria parte di guerra, da ieri è sceso in campo il gruppo di cyberattivisti conosciuto come Anonymous. Con

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Il tweet con il link al supposto database del ministero della Difesa russo

una chiamata alle armi contro Mosca rivolta agli «hacker di tutto il mondo», sotto l’ombrello-hashtag #OpRussia. Quindi su Anonymous Tv è arrivata una dichiarazione di guerra ufficiale: da questo pomeriggio (ieri) «intensificheremo i nostri attacchi sul Cremlino». All’ora di cena di venerdì un altro tweet annunciava la violazione del database del ministero della Difesa russo. Con tanto di link poi rimosso – da Twitter stesso, per violazione della policy della piattaforma – per poterlo scaricare. Nella notte, l’attacco è stato quindi definito un «falso» da parte di un portavoce del ministero stesso.

Seguendo i profili twitter legati al collettivo, in particolare Anonymous Tv, si può ricostruire una sorta di percorso degli attacchi portati a segno. O almeno, dichiarati tali. Dopo quello alla tv russa RT News, si è passati al sito di Gazprom e a quello della azienda bielorussa di armamenti Tetraedr. Nel momento in cui stiamo scrivendo, sul profilo invece di Anonymous si dichiara che le operazioni di attacco – svolte con la tecnica chiamata Ddos (Distributed Denial of Service), ossia quella di caricare di false chiamate i server allo scopo di bloccarli – sono in pieno svolgimento. Con lo scopo di «trasmettere informazioni al popolo russo in modo che possa essere libero dalla macchina della censura statale di Putin». Il comunicato prosegue: «Abbiamo anche operazioni in corso per mantenere il popolo ucraino online nel miglior modo possibile».

Nel pomeriggio di sabato un attacco sempre di tipo DdoS è stato lanciato contro il sito dell’Agenzia spaziale russa da Leopoli, in Ucraina. Lo rende noto la stessa agenzia sul proprio profilo Telegram, aggiungendo che l’attacco è stato effettuato «utilizzando una rete di bot dislocati su server in diversi Paesi del mondo». Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia Roscosmos, «i tecnici sono in grado di identificare l’autore dell’attacco». Stessa sorte anche per il sito del Cremlino – Kremlin.ru – che al momento risulta inaccessibile. È lo stesso addetto stampa della Presidenza russa a raccontarlo alla Tass, l’agenzia di stampa di Mosca: «Gli attacchi sono tuttora in corso, il sito viene continuamente bloccato».

Che la situazione dei siti istituzionali russi sia critica viene confermato anche da Netblocks, organizzazione che monitora costantemente i flussi mondiali della Rete. In un tweet si mostra un grafico dove è evidente il picco in discesa per quanto riguarda l’accesso ai siti governativi del Paese.

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