Amazon è ormai un colosso dell’ e-commerce, presente in tantissimi paesi di tutto il mondo e questa sua conquista, compiuta in pochissimi anni è stata fin da subito basata su un controllo maniacale di ogni aspetto, dalle spedizioni all’organizzazione dei magazzini fino alla gestione degli ordini e del servizio clienti.

Oggi compie un ulteriore passo avanti in nome dell’efficienza, ma sconfinando forse un po’ a sfavore del lato umano.

Già da qualche settimana negli USA ha installato delle telecamere di sorveglianza dotate di intelligenza artificiale ma solo adesso ha iniziato ad obbligare gli autisti ad accettare di essere letteralmente sorvegliati dall’AI. Pena? Il licenziamento.

Le informazioni raccolte dall’AI riguardano un po’ tutti gli aspetti della guida, dalla velocità alle miglia percorse, le accelerazioni, le frenate gli stop rispettati, l’utilizzo della cintura, la distanza mantenuta dal veicolo che precede.
Anche le immagini del guidatore, per verificarne l’identità, e stili di guida potenzialmente pericolosi perché imprudenti o distratti verranno collezionati dalle camere.

Il sistema, inoltre è in grado di dare feedback al guidatore in tempo reale, consigliando eventualmente di fare una sosta quando rileva particolare stanchezza.

Al momento la notizia non è stata presa bene da tutti i lavoratori, alcuni dei quali dichiarano un’eccessiva invasione della privacy.

Amazon non sembra però voler fare marcia indietro e difficilmente lo farà, vedremo come proseguirà la vicenda e soprattutto come andrà in Italia.