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LA DIRETTIVA EUROPEA CHE RIVOLUZIONA LE FILIERE PRODUTTIVE DEL TESSILE
avv. Rosalba Tubère

Per la prima volta un Tribunale Federale statunitense ha tracciato con rigore giuridico i confini legali entro cui è lecito utilizzare opere protette da copyright per addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

È una decisione epocale che farà storia perchè segna lo spartiacque nel diritto di autore dell’intelligenza artificiale generativa.

Ma vediamo come il Giudice William Alsup definisce i parametri normativi nel contesto del copyright digitale.

Tutto nasce da tre Autori  – Kirk Wallace Johnon , Charles Graeber ed Andrea Bartz- che hanno scoperto l’utilizzo non autorizzato delle loro opere letterarie per l’addestramento di Claude, l’assistente IA  sviluppato da Anthropic PBC (società partecipata da Amazon e Alphabet).

Ma attenzione alla strategia operativa di Anthropic: da un lato aveva utilizzato oltre sette milioni di opere da fonti pirata; dall’altro aveva acquistato legittimamente milioni di copie fisiche sottoponendole a digitalizzazione mediante scansione “distruttiva“ ( cioè senza ulteriore possibilità di operare copie fisiche del libro).

Questa duplice modalità ha consentito al Giudice Alsup di operare la distinzione fondamentale tra due distinte fattispecie giuridich; le ha analizzate separatamente dando un’interpretazione innovativa della dottrina sull’uso corretto dell’intero ecosistema tecnologico.

Il Giudice ha stabilito che l’addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) costituisce un uso “estremamente trasformativo” delle opere originali, quindi legittimo!

Ha evidenziato che i modelli linguistici non hanno riprodotto al pubblico gli estremi creativi di un’opera data, né lo stile espressivo identificabile di un autore. Per il diritto di autore statunitense la trasformatività rappresenta uno dei fattori cardine nella valutazione di un uso legittimo.

Il Giudice è pervenuto a questa conclusione con una metafora molto evocativa : come qualsiasi lettore che aspiri a diventare scrittore, i modelli linguistici di Anthropic si sono addestrati sulle opere non per replicarle o soppiantarle, ma per cambiarle e creare qualcosa di diverso.

Questa analogia con il processo creativo umano stabilisce un precedente di cardinale importanza, è il paradigma di riferimento di tutto l’ecosistema tecnologico!

Ha inoltre definito ed operato una tripartizione tra le diverse modalità di acquisizione dei contenuti. Prima categoria: l’utilizzo di opere legittimamente acquistate per l’addestramento di IA. La seconda categoria: la conversione formato di opere legittimamente acquistate e la sua sostituzione digitale con distruzione della copia originale analogica. La terza categoria: utilizzo di biblioteche pirata.

Per la prima categoria l’utilizzo è consentito e non viola alcun copyright perchè è un uso trasformativo, paragonabile all’apprendimento umano.

Anche la seconda categoria è lecita perché si basa su opere legittimamente acquistate e solamente convertite in altro formato.

La terza categoria è vietata in maniera non sanabile. La copia e l’archiviazione di libri provenienti da fonti pirata costituisce una violazione dei diritti d’autore, trattasi di una provenienza illegittima. Inoltre trattandosi di una violazione dolosa del copyright comporta una richiesta risarcitoria .

Nel caso che ci occupa sarà il Tribunale, nell’udienza che si terrà a dicembre di quest’anno, a quantificare l’entità precisa del danno dovuto per l’uso delle copie pirata. Questa sentenza costituirà il precedente cruciale per il risarcimento in casi analoghi nell’ambito di IA training.

Quello che ci interessa è evidenziare, oltre il caso specifico, i criteri che le aziende di IA dovranno necessariamente implementare per agire correttamente.

Occorre una specifica due diligence sulla provenienza dei dataset per verificare la legalità delle fonti.

La documentazione della catena di acquisizione deve garantire la tracciabilità completa.

Sarà requisito fondamentale differenziare i contenuti di origine legittima da quelli potenzialmente problematici, effettuando audit periodici sulla conformità dei processi di training.

E l’Europa?

Il nostro AI Act impone obblighi normativi facilmente esercitabili dagli aventi diritto.

L’opzione di esclusione esercitata dall’autore attraverso la pubblicazione delle condizioni generali d’uso del proprio sito web impedisce in maniera chiara l’utilizzo dei propri contenuti protetti dal diritto d’autore ad opera di società che addestrano IA .

Sarà quindi indispensabile per chi vuole tutelare i propri diritti adottare una gestione contrattuale chiara e vincolante circa le condizioni applicabili agli utenti e ai soggetti che acquisiscono i contenuti protetti dei dataset. L’Unione Europea attribuisce pieno valore alla volontà dell’autore, anche se espressa al di fuori di un atto di diniego diretto.

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