La reputazione come asset strategico, ma anche come terreno di rischio crescente nell’era dell’intelligenza artificiale e della pressione costante dell’opinione pubblica. Sono questi i temi al centro dell’incontro “Quanto vale la buona reputazione?”, in programma lunedì 27 aprile alle ore 16:30 a Torino, promosso con il patrocinio di FERPI.

L’appuntamento si propone come un momento di confronto multidisciplinare per analizzare come la reputazione sia oggi uno dei principali fattori competitivi per aziende, istituzioni e manager. I numeri parlano chiaro: il 92% dei cittadini dichiara di fidarsi maggiormente di brand percepiti come responsabili, mentre oltre la metà dei consumatori è disposta a pagare un premium price per prodotti sostenibili. Un segnale evidente di come la fiducia sia ormai direttamente collegata al valore economico.

Allo stesso tempo, però, il contesto si fa sempre più complesso. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale introduce nuove vulnerabilità: dai deepfake alle frodi digitali, fino alla crescente esposizione reputazionale di CEO e top management. In questo scenario, la gestione della reputazione non è più solo una leva di comunicazione, ma una responsabilità trasversale che coinvolge governance, compliance e strategia.

A incidere in modo determinante è anche il cosiddetto “tribunale dell’opinione pubblica”, sempre più rapido e spesso più incisivo dei tempi della giustizia. Crisi reputazionali e shitstorm online possono infatti compromettere in poche ore anni di costruzione di fiducia, rendendo fondamentale una capacità di risposta tempestiva e strutturata.

Il parterre dei relatori riflette la complessità del tema e la necessità di un approccio integrato. Interverranno, tra gli altri, Barbara Cimmino, Marinella De Simone, Andrea Malaguti, Licia Mattioli e Nicola Menardo.

A portare il punto di vista della comunicazione e delle relazioni pubbliche sarà Filippo Nani, affiancato da accademici ed esperti come Alberto Pirni e Luca Poma. Il dibattito sarà arricchito anche dai contributi di Riccardo Rossotto, Carmine Rotondaro e Paolo Vernero.

A moderare l’incontro sarà Filomena Greco, mentre i saluti introduttivi saranno affidati a Marco Gay.

L’iniziativa si inserisce in un momento storico in cui la reputazione rappresenta un capitale intangibile sempre più determinante per la sostenibilità e la crescita delle organizzazioni. Un capitale che, come evidenzierà il confronto torinese, richiede oggi nuove competenze, strumenti evoluti e una visione strategica capace di integrare comunicazione, tecnologia ed etica.

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